La trigonella è una leguminosa foraggera originaria dai paesi del Bacino Mediterraneo (Grecia, Italia, Spagna) e dell’Asia, dove si ritrova come pianta spontanea (in Turchia, nei deserti della Mesopotamia e della Persia, nel nord dell’India). Attualmente, la specie viene coltivata in Asia, Africa Settentrionale ed Orientale, in Europa meridionale e centrale e, su superfici limitate, in Australia meridionale e Canada occidentale (Petropoulos, 2002).

Nell’ambiente siciliano, ed in particolare nelle aree interne, la trigonella ha un’antica tradizione come foraggera da erbaio autunnale, utilizzata principalmente per la costituzione di scorte sotto forma di fieno. Negli ultimi decenni la specie ha subito una drastica contrazione delle superfici dovuta, da una parte, alla generale riduzione delle superfici a foraggere nel territorio isolano e, dall’altra, ad alcune caratteristiche del foraggio che hanno indirizzato gli allevatori verso altre specie foraggere. Infatti, il foraggio di trigonella è caratterizzato da un elevato contenuto di cumarina, un alcaloide che, seppure non determini problemi per la salute degli animali, tende ad essere trasferito nei prodotti zootecnici (latte, formaggio, carne) rendendoli poco o affatto graditi al consumatore; il suo uso, pertanto è in genere limitato agli animali da carne a cui la somministrazione viene interrotta almeno 30 giorni prima della macellazione. D’altra parte la specie appare estremamente interessante per alcune caratteristiche agronomiche quali la precocità, il portamento eretto, che permette un agevole raccolta meccanica, e l’apprezzabile produzione di biomassa utilizzabile, oltre che per fini foraggeri, anche per il sovescio e per scopi energetici.

Inoltre, i semi di trigonella [ricchi di saponine steroidee, fitoestrogeni, alcaloidi (trigonellina), vitamine (PP, B, A, D e C), amminoacidi, sali minerali, cumarine, acidi grassi, acido nicotinico e fosfati organici] vengono anche utilizzati nella medicina popolare come antibatterico, stimolante gastrico, contro l’anoressia, agente antidiabetico e galattogeno (Zuppa et al, 2010). Diversi gli studi, condotti sia sugli animali che sugli uomini, hanno messo in evidenza diversi effetti benefici in particolare per quanto riguarda gli effetti antidiabetici, l’influenza sull’ipocolesterolemia, l’efficacia antiossidante, l’azione di stimolo alla digestione e l’effetto epatoprotettivo (Petropoulos, 2002).

I molteplici potenziali impieghi della specie (biomassa da foraggio e da energia, alimento nutraceutico, industria farmaceutica) hanno attivato un particolare interesse da parte del mondo della ricerca ed imprenditoriale. Va comunque evidenziato come le proprietà chimiche e fisiche del seme e del foraggio di trigonella siano fortemente variabili principalmente in funzione del genotipo e dell’ambiente di coltivazione. A tal proposito, si sottolinea come la diversificazione degli ambienti siciliani e delle tecniche colturali e di gestione applicate alla coltura ha portato all’evoluzione di diverse popolazioni locali sulle quali, tuttavia, non sono mai state realizzate attività sistematiche di raccolta, caratterizzazione e valutazione. Moschini (1958) alla fine degli anni ’50 individuò quattro popolazioni siciliane differenziate, rispetto alle accessioni toscane e marocchine, per precocità e produttività.

 

L’attività condotta nell’ambito del progetto sulla trigonella ha riguardato preliminarmente la raccolta di popolazioni siciliane; nel complesso, sono stati collezionati 25 agro-ecotipi, provenienti dalle provincie di Caltanissetta (6), Trapani (6), Agrigento (5), Palermo (3), Enna (3), Ragusa (1) e Messina (1).

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Origine delle popolazioni siciliane di Trigonella

L’attività progettuale ha permesso di individuare alcune differenze morfo-fisiologiche di diversi agro-ecotipi di trigonella ancora coltivati sul territorio siciliano ed al contempo evidenziare la variabilità intra-popolazione per alcuni caratteri. Caccamo e Nebrodi sono risultati gli agroecotipi a maggiore e minore taglia delle piante rispettivamente; Tumarrano, Mussumeli2, Caltanissetta2, Villarmosa1, Caccamo e San Giacomo per l’alto peso unitario dei semi.

La valutazione agronomica, effettuata sia per la produzione di biomassa (taglio a fieno) che per la produzione di seme (raccolto a maturazione delle piante), ha permesso di individuare i genotipi con un maggiore potenzialità per ciascuna delle destinazioni d’uso. In particolare, Sparacia, Caccamo e Caltanissetta1 si sono distinte per la maggiore produzione di fieno mentre Tumarrano, Sparacia, Caltanissetta2, Valderice e San Giacomo per la più elevata produzione di seme.

 

Approfondimenti

Zuppa A.A., Sindico P., Orchi C., Carducci C., Cardiello V., Romagnoli C., Catenazzi P. 2010. Safety and efficacy of galactogogues: substances that induce, maintain and increase breast milk production. Int J Pharm Pharm Sci. 13(2):162–74.

Petropoulos G.A. 2002. Fenugreek – The genus Trigonella. Taylor and Francis, London and New York, 1–255.

Moschini E. 1958. Caratteristiche biologiche e diversa provenienza colturali di Trigonella foenum- graecum L. e di Vicia sativa L. di diversa provenienza. Esperienze e Ricerche, Pisa. pp. 10-11

 

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PROGETTO SALVAGUARDIA E VALORIZZAZIONE DI POPOLAZIONI E VARIETÀ SICILIANE DI SPECIE ERBACEE DI INTERESSE AGRARIO