La veccia comune è una leguminosa foraggera annuale cosmopolita, distribuita in tutte o quasi tutte le regioni della terra per larga adattabilità alle condizioni ambientali. La specie è conosciuta sin dall’antichità sia per la produzione di seme che di foraggio e riveste ancora oggi una notevole importanza come erbaio monofita e come specie inserita nei miscugli (erbai polifiti) per la produzione di fieno e pascolo. Specie tipica degli ambienti caldo aridi del mondo, si adatta bene a condizioni di stress idrico, in questi ambienti la coltura è seminata in autunno, mentre in ambienti più freddi, la semina è realizzata in primavera. In Italia è diffusa come erbaio monofita su 8.230 ha (dati FAO) prevalentemente nel meridione ed in particolare in Sicilia dove occupa una superfice di circa 5000 ha. Nell’isola viene allevata sia in purezza che in consociazione (erbai oligofititi) ed utilizzata tradizionalmente per la costituzione di scorte (fieno) ed è diffusa in ambienti ampiamente diversificati per caratteri pedo-climatici; ciò, unitamente all’adozione di differenti tecniche di coltivazione e di gestione, ha portato all’evoluzione di diversi agro-ecotipi spesso identificati in base alla località di più antica coltivazione e/o alla dimensione ed al colore del seme (Ballatore, 1972) e particolarmente apprezzati dagli imprenditori agricoli e zootecnici per le caratteristiche qualitative e per la resistenza alle avversità abiotiche e biotiche. Purtroppo però non risulta che in Sicilia la specie sia stata oggetto di una raccolta sistematica delle landraces e tanto meno di una loro caratterizzazione e conservazione. Tra i pochi riferimenti riscontrabili in letteratura, Ballatore e Caruso (1966) riferiscono dell’utilizzazione della variabilità di alcune popolazioni siciliane in programmi di selezione.

Come detto, mentre nel passato in ciascuna area di coltivazione venivano impiegate esclusivamente popolazioni locali spesso autoprodotte in azienda, oggi, a causa di sostanziali cambiamenti nell’organizzazione aziendale, della difficoltà nella produzione di seme per le aziende non specializzate e della maggiore possibilità di movimento delle merci, sempre più spesso il seme viene acquistato sul mercato dove vengono commercializzate partite di seme di popolazioni o varietà provenienti da aree extra-regionali (Europa orientale e bacino del Mediterraneo), peraltro a prezzi inferiori rispetto a quelli delle popolazioni locali. Ciò ha determinato, in particolare negli ultimi decenni, una progressiva perdita di biodiversità per la specie che ha già condotto alla scomparsa di molti agro-ecotipi coltivati nel passato. Inoltre, l’introduzione di materiali alloctoni ha verosimilmente determinato un inquinamento genetico dei materiali locali ancora coltivati.

Per quanto brevemente detto, è apparso estremamente utile intraprendere azioni di salvaguardia delle popolazioni locali ancora coltivate e gravemente minacciate dal rischio di estinzione. L’attività svolta nell’ambito del presente progetto ha avuto l’obiettivo di raccogliere, caratterizzare e conservare agro-ecotipi di veccia comune provenienti da diverse aree del territorio siciliano.

L’attività di raccolta ha consentito di individuare e raccogliere il seme di 9 agroecotipi provenienti da diverse aree del territorio isolano (Corleone, Giarratana, Modica, Modicana, Mussomeli, Raffadali, Valderice, Villafrati, Villalba (Fig. 1).

Le attività di ricerca sono state articolate nelle seguenti linee di ricerca

 

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Areali di raccolta delle accessioni di veccia comune

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Esempio di immagini (rimpicciolite) di campioni di foglie di veccia intere (a sinistra) e scomposte (a destra) sottoposte ad analisi per la misura dei parametri discriminanti le popolazioni.

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Esempio di immagine (rimpicciolita) di baccelli di veccia sottoposta ad analisi per la misura dei parametri discriminanti le popolazioni.

Approfondimenti

Ballatore G.P., 1972. La produzione foraggera negli ambienti semi-aridi con particolare riferimento alla Sicilia. Quaderni di Agronomia, 7, 3-70

Ballatore G.P. Caruso P., 1966. Il miglioramento genetico della veccia attraverso la selezione genealogica. Sementi elette, 12, 430-441

Corleto A., 1976 Variabilità genetica dei caratteri quantitativi tra tipi di veccia (Vicia sativa L.) nell’Italia meridionale. Rivista di Agronomia, 3 (4), 192-196

Venora G., Grillo O., Miceli C., 2009. Image analysis tool for vetch varieties identification by means of seeds inspection. Proc. 53rd Italian Soc. Agric. Genetics, Torino, 16/19 September, 2009

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PROGETTO SALVAGUARDIA E VALORIZZAZIONE DI POPOLAZIONI E VARIETÀ SICILIANE DI SPECIE ERBACEE DI INTERESSE AGRARIO